martedì 10 dicembre 2013

Lucca Comics and Games 2013!

Dopo più di un mese riesco finalmente a parlare delle mie quattro giornate al Lucca Comics and Games di quest'anno!
Che dire, sono stati quattro giorni stupendi!
Io e i miei amici abbiamo preso una casa a Viareggio per essere il più vicini possibile all'evento e la parte divertente è stata soprattutto questa!
Vivendo in casa tutti assieme ci siamo divertiti il doppio e personalmente sono stata veramente bene <3


Il primo giorno siamo andati "in borgese" per visitare gli stand con la massima comodità (che il costume cosplay non ti dà xD).
Non c'era quasi nessuno in confronto al solito e ci siamo goduti appieno Lucca e i suoi stand.
Siamo stati soprattutto al Games: chi allo stand di League of legend, chi ai videogiochi, chi ai costumi, eccetera.
Non metto foto di altri cosplayer perchè non ho i diritti xD

Il secondo giorno siamo partiti da casa tutti rigorosamente in cosplay <3
Abbiamo girato tutto il giorno, fatto tante foto e ci siamo divertiti con altri cosplayer che ci fermavano e con cui scambiavamo quattro chiacchere.

Il terzo giorno purtroppo era brutto tempo e ha piovuto per tutta la giornata =__=
Infatti non siamo rimasti molto, ma abbiamo passato il resto della giornata piacevolmente in casa ^^

Il quarto giorno non abbiamo portato cosplay per paura che ripiovesse, cosa che non è accaduta =__=
Abbiamo avuto un piccolo imprevisto con la macchina, ma tutto è andato per il meglio ^^


Devo dire di essere stata veramente contenta di aver passato questi quattro giorni insieme ai miei amici, mi sono divertita davvero molto, tanto che, una volta tornata a casa, mi è presa una forte nostalgia ç__ç


Parlando di cosplay, ne ho visti molto ben fatti, altri simpatici, altri che erano costituiti solo da  reggiseno, mutande e parrucca xD
Io ho interpretato Mikasa Ackerman di Shingeki no Kiojin, mentre il mio ragazzo ha interpretato Levi Rivaille.
Siamo contenti di come abbiamo realizzato i costumi *w*
La parte più impegnativa sono state soprattutto le imbracature >.<
Peccato per le armi che non siamo riusciti a finire in tempo...
Io e il mio ragazzo nei panni di Mikasa e Levi





















 I miei amici, invece, hanno fatto una il cosplay di Tashigi di One Piece e il resto Black Butler:  Madame Red, Grell e Ciel.
Madame Red e Grell

Tashigi


































Ciel























A differenza dello scorso anno in cui comprai solo un peluche di P-chan e il box di Le situazioni di lui e lei, quest'anno mi sono sbizzarrita un po' di più con gli acquisti xD

Il cappello di Piplup <3

Il box completo di Excel Saga e quello di Boys Be

Il libro Sacro e Profano autografato dall'autrice *w*

L'action figure di Mawaru Penguin Drum che adoro *w*






Insomma, come sempre il Lucca Comics and Games non delude mai! <3
E a voi com è andata quest'anno???

Chu <3


lunedì 28 ottobre 2013

Consigli base per realizzare un costume Cosplay

In questo periodo di luuuuunga assenza dal blog ho avuto mille impegni e mille preoccupazioni, ma adesso ho deciso che dovevo trovarmi un'oretta di tempo libero per scrivere...
Avrei tante cose da dire *w*
Innanzi tutto mi sto preparando all'imminente Lucca Comics and Games di quest'anno!
Il cosplay che porterò è Mikasa Ackerman di Shingeki No Kyojin insieme ad un imbronciattissimo Levi alias il mio ragazzo xD

A breve posterò le foto.
Ho iniziato a leggere un "nuovo" manga (Deadman Wonderland) e ne devo finire un'altro (GTO).
In più mi sono ri-appassionata alla saga dei LIBRI di Harry Potter =___=















Ma non dilunghiamoci oltre...
Oggi voglio parlare di come realizzare un abito cosplay partendo da zero!

PARTE 1
Innanzi tutto bisogna scegliere il personaggio che vogliamo interpretare.
Io sono del parere che per fare cosplay si debba conoscere tutto del proprio personaggio e quindi seguire l'anime/manga/videogioco ecc. di cui fa parte.
Non puoi interpretare qualcosa che neanche conosci, no?
Questo sembra scontato, ma ci sono persone che pensano "Oddio che carina quella bambina col costume rosa! non so chi sia, ma la faccio!" .  Ve lo dico per esperienza =___=
In più, molti non saranno d'accordo, io penso che si debba cercare di rispettare le proporzioni del personaggio. 
Per esempio, una ragazza molto alta farà uno strano effetto se tenta di interpretare una bambina.







PARTE 2
Adesso che abbiamo scelto il personaggio da interpretare dobbiamo realizzare il nostro costume.
Io sono per il "fai da te", ma non tutti sanno cucire o non ne hanno il tempo, per cui le possibilità sono tre:
1-Farlo da soli
2-Commissionare il vestito ad una sarta
3- Comprarlo










REALIZZARE DA SOLI IL PROPRIO COSPLAY
Premetto che non è facile realizzare un costume interamente da soli ma , a mio parere, dà molta più soddisfazione una volta terminato ^-^
Dobbiamo iniziare dal cartamodello, su internet ce ne sono di tutti i tipi. Basta stamparli e poi riprudurli sulla nostra carta velina (rigorosamente bianca!si trova in cartoleria) con le nostre misure.

Fatto questo si passa alla stoffa, che varia a seconda del vestito che si vuole fare:

  • per abiti semplici: cotone ( tra i più economici) o raso
  • per abiti eleganti: velluto o taffetà
  • per decorazioni e accessori: pannolenci o raso 
Io ne prendo sempre 1 metro e mezzo (magari per un vestitino) per avitare che non mi basti e dover tornare a comprarla xD

Quando avrete tutto, tagliate il cartamodello e sovrapponetelo alla stoffa, tagliate e cucite!

Per quanto riguarda gli accessori e/o armi, io utilizzo soprattutto il materassino o il multiexel (lo trovate da Brico).
Non sono per niente un'esperta del legno, ma so che è molto usato.
Altri materiali possono essere la cartapesta, la vetroresina e la gomma crepla che, però, qui in Italia viene venduta in piccole misure.
Il materiale per eccellenza che usano anche i cosplayer professionisti è il FOAM, ma ho scoperto, con mio grande sgomento, che questo materiale è molto raro in Italia (va comprato su internet)  e, come se non bastasse, non è per niente economico T_T.
Yaya Han, una delle cosplayer più famose.

Per colorarle si può usare la bomboletta spray o ancora meglio i colori acrilici che non si rovinano nemmeno con l'acqua.














LA SARTA
Il discorso si fa molto più semplice.
La sarta, infatti, saprà consigliarvi che tipo di stoffa usare e anche la giusta quantità.
Se avete la fortuna di conoscerne una nei dintorni della vostra città (magari anche economica) siete fortunati, altrimenti ce ne sono molte su facebook, ma, in questo caso, vi conviene commissionarle il vestito in largo anticipo e dovrete pagare la stoffa, il lavoro e le spese di spedizione.
Se vi rivolgete ad una sarta via virtuale accertatevi che sia una persona fidata e competente, leggendo i commenti e guardando le foto degli abiti da lei creati per altri utenti.

COMPRARE IL COSTUME
Niente di più facile.
Iscrivetevi su e-bay e cercate il vostro abito, un click e il gioco è fatto!
è consigliabile accertarsi che il feedback del venditore sia almeno al 97% di affidabilità (molto meglio se è TOP).
Quando devo comprare le parrucche su internet pago sempre con la carta ricaricabile, ma, se non ne disponete, ci sono venditori che accettano anche il contrassegno.
Gli abiti (come le armi o le parrucche) verranno sicuramente tutti dalla Cina, quindi vi consiglio di ordinare il tutto almeno un mese e mezzo prima, per evitare che il pacco non vi arrivi per il giorno della fiera (la nostra dogana è moooolto lenta!).
Molti sbagliano e ordinano abiti con misure che poi si rivelano sbagliate per l'acquirente.
Tenete presente che le misure cinesi sono più piccole delle nostre, quindi, per esempio, se avete una taglia S vi converrà ordinare una M.
Tuttavia se il venditore sa fare le cose per bene, vorrà sapere le vostre misure in modo da non sbagliare ^-^
Potrete parlarci tramite e-mail.
A parte il sito di e-bay, posso consigliarvi Milanoo.it o ancheTaobao, il quale, però, è in giapponese, ma basta far tradurre la pagina da Google.

PARTE 3

Le parrucche.
Non c'è molto da dire, dato che ne abbiamo parlato prima, ma state attenti quando comprate le parrucche su internet perchè, a volte, il colore non è quello della foto che visualizzate.
Mi è capitato di comprare una parrucca che nella foto era nera, per poi vedermi recapitare a casa una parrucca castana =_=
Vi consiglio di leggere bene la descrizione della parrucca che volete acquistare.
Anche saper acconciarla è molto importante.
La parrucca non va lavata  a meno che non sia specificato che essa è resistente all'acqua.
Potete usare lacca, gel e phon.
La piastra è poco consigliabile.









Per le armi, stesso discorso.
Leggete bene di che materiale sono fatte e, se non lo conoscete, informatevi.
State attenti alle misure dell'arma (magari si rivelerà troppo piccola o troppo grande).
Unica pecca è che costano veramente molto (di solito sopra i 100 euro) e potrebbero bloccarle per molto tempo alla dogana.
Anche qui potrete commissionarle a qualcuno di esperto, ma informatevi sempre prima sul prezzo!

Il trucco.
Ritengo che sia fondamentale per la riuscita di un buon cosplay.
Su Youtube ci sono tantissimi tutorial che vi mostreranno come truccarvi per impersonare al meglio il vostro beniamino.
Anche per i maschi il trucco è molto importante, un buon fondotinta unito a correttore dà un bell'effetto!
Per alcuni cosplay servono anche le ciglia finte (le trovate anche a poco da H&M comprese di colla) e le lenti a contatto colorate e graduate.
Anche per queste ci sono molti tutorial e siti in cui comprarle.







Le scarpe.
Se dopo tutte le varie spese non potete permettervi le scarpe specifiche che avete trovato in vendita su internet a 60 euro ( o anche più) partite alla ricerca di mercatini dell'usato o negozi sottocosto in cui trovarle.
Se non sono uguali a quelle che volete potrete ritoccarle con un po' di stoffa e foderarle.
Esempio:  


Adesso siete finalmente pronti per recarvi in fiera e fare sfoggio del vostro nuovo Cosplay!

Chu <3




martedì 16 luglio 2013

Mare e Cosplay!



Ormai siamo già a metà luglio e ancora non mi capacito di come io non abbia ancora visto il mare...
Non ho tempo... non ho tempo per niente...
La domenica mi sento talmente stanca che non ho voglia di fare nulla...
Non faccio altro che lavorare, lavorare, lavorare...
Anche per settimane di fila, senza nemmeno un giorno di riposo!
















So che non dovrei lamentarmi, perchè oggigiorno trovare lavoro è un'impresa quasi impossibile e io ne ho anche troppo di lavoro.
Certo, essendo la precaria che deve tappare le ferie agli altri è ovvio che debba lavorare fino allo sfinimento e ad ottobre, quando mi scadrà il contratto, avrò ben due mesi (o più) di pura nullafacenza (anche se questo non è che mi faccia sentire meglio =___= ).

Tuttavia vedere le famiglie che stanno insieme la domenica, le persone che vanno in ferie anche solo per un week end e tornano abbronzate di tutto punto, i miei amici che si rilassano e fanno tutto quello che vogliono, mi fa sentire sempre un po' invidiosa ç__ç

Io mi ritrovo bianca come un cencio e sempre piena di farina dalla testa ai piedi.
Beh, almeno c'è l'aria condizionata...















Poi avrei in mente tanti progetti...
Ho tanta voglia di rimettermi a cucire per realizzare dei nuovi cosplay, ultimamente ci sono anche tantissimi eventi come il Rimini Comics che ci sarà tra poco...
Ah, e la Festa dell'Unicorno :3

Una mia amica mi aveva anche proposto di fare degli shooting di fotografia insieme al mio ragazzo...
ma la domanda è sempre la solita:
QUANDO AVRO' TEMPO???

A questo punto mi sono arresa...
Ho deciso di non farmi illusioni e di far le cose tutte all'ultimo momento, quando mi sarà possibile.






Vorrei anche tanto andare a Gardaland un giorno... non ci sono mai stata >/////<

Insomma, ammetto di non essere un vero e proprio spirito libero, anche perchè quelle poche volte che ho finalmente qualche ora libera mi rinchiudo in casa perchè "sono stanca e fuori fa troppo caldo" =___=





Ok, lo sclero del momento è finito...
Auguro buone vacanze a tutti...almeno a voi xD

Chu <3

giovedì 4 luglio 2013

Una favola cruda: Pom Poko

Quando sono in procinto di guardare un film, mi soffermo sempre ad osservarne la copertina.
Ossevando quella di Pom Poko (Heisei tanuki gassen Ponpoko) non ho potuto fare a meno di essere scettica riguardo la storia che mi accingevo a guardare.



Pensavo fosse una semplice favoletta per bambini, magari divertente, ma pur sempre una favoletta.
Il mio pensiero si è subito rivolto a Porco Rosso (trallatro ultimo film immediatamente precedente a questo) e ho pensato che, nonostante il protagonista fosse un maiale, quel film mi ha fatto letteralmente innamorare ed è diventato uno dei miei preferiti dello studio Ghibli.
Per cui mi sono convinta a guardare anche Pom Poko.

Devo dire che se me lo fossi perso, avrei sicuramente commesso un grave errore perchè Pom Poko può benissimo essere considerato un piccolo capolavoro.

Iniziamo col dire che Pom Poko è un film di animazione giapponese diretto da Isao Takahata ed è tratto  dal racconto Futago no hoshi di Kenji Miyazawa.

Il film è del 1994 e in quell'anno fu il più visto in tutto il Giappone, inoltre venne premiato al festival di Annecy come miglior lungometraggio.
Una curiosità è che fu lo stesso Miyazaki a scegliere i soggetti del film, ispirandosi, appunto, a Porco Rosso.
Takahata, invece, si occupò in tutto e per tutto della sceneggiatura.


 TRAMA
Ci troviamo nell'era Heisei (non starò a spiegarvi tutti i dettagli di questa era, ma sappiate che siamo intorno al 1989) e i nostri piccoli protagonisti, i tanuki appunto, vivono sul Monte Tama, ambiente rigoglioso e verdeggiante, circondati dalla natura e da poche case di campagna.
Tuttavia questo loro meraviglioso habitat inizia ad essere minacciato a causa di un progetto per l'urbanizzazione di Tokyo e le colline iniziano ad essere disboscate, i fiumi coperti di cemento, la terra sbancata per fare posto a strade e abitazioni e con l'avanzamento dell'uomo lo spazio vitale dei tanuki diminuisce sempre più.

Gli animali decidono così di convocare un consiglio speciale in cui decidono di avviare un corso di 5 anni per imparare l'antica arte della metamorfosi e poter così mescolarsi agli umani per studiarli e decidere sul da farsi.
Purtroppo i lavori dell'urbanizzazione di Tokyo procedono più velocemente del previsto e i poveri tanuki si vedono costretti ad agire frettolosamente mandando chi sa già trasformarsi in mezzo agli umani per spaventarli o disturbarli, tenendo nascosta la loro vera natura.

Basterà questo a fermare l'uomo e il suo continuo avanzamento?



In questo lungometraggio ho amato molto Takahata per il fatto di essere rimasto neutrale durante la trama (mentre Miyazaki, nei suoi film, critica aspramente il fatto che la natura viene progressivamente distrutta dall'uomo in modo drastico).
Infatti il film non si propone proprio come una vera e propria critica al progresso, ma si sofferma principalmente sulla vita e sulla personalità di questi tanuki che cercano si di combattere l'uomo, ma si accorgono anche di non poter fare a meno di quest'ultimo, soprattutto per il buon cibo che ricevono da esso.
I tanuki, inoltre, vengono anche criticati aspramente da Takahata, a causa della loro personalità troppo giocosa e festaiola, quasi superficiale e dal fatto che basta un televisore o un hamburger a sopire i loro animi combattivi (non possiamo certo paragonare questi personaggi alla grande combattività e coraggio che possiamo vedere nei protagonisti del film "La principessa Mononoke" o in "Nausicaa della valle del vento"!).

 Ovviamente questa critica è fortemente voluta e ben sottolineata dal regista, il quale, essendo di "vecchia data", vuole proprio far notare come la società moderna di oggi abbia abbandonato, a causa del progresso e del conseguente salto del tenore di vita, quelle tradizioni e vecchi valori onorevoli di un tempo.

Possiamo collegarci a questo dicendo che il film è pieno di immagini tradizionali giapponesi, per celebrare appunto le loro culture e radici.

















Basti pensare all'immagine dei tanuki(un incrocio tra un cane e un procione), che sono animali molto diffusi in Giappone e su di loro esistono varie leggende, come quella secondo la qualee questi animali possano trasformarsi a loro piacimento in qualunque cosa (come anche le volpi).
Altra leggenda è quella dei testicoli dei tanuki (eh si xD), infatti si crede che siano molto grandi (quasi 13 mq!) e che portino fortuna; vengono chiamati "i testicoli d'oro"(trallaltro "Pom Poko" è l'onomatopea che usano i giapponesi per indicare il rumore che fanno i tanuki quando usano i loro stomaci o testicoli come tamburi).

Durante il film vediamo i nostri piccoli protagonisti assumere tre forme diverse:
-La prima è quella normale, quella in cui i tanuki si fanno vedere dagli umani e cioè come semplici procioni;

- La seconda come antropomorfi, cioè in versione semi-umana;

- la terza forma  è un omaggio a Sugiura Shigeru, un mangaka molto amato da Miyazaki, che appunto disegnava i tanuki in forma stilizzata.
Miyazaki ha preso l'idea dei tanuki stilizzati e Takahata decise di rappresentare così i procioni quando quest'ultimi fossero stati stanchi o distratti.


Passando ad una riflessione più personale, devo dire che Pom Poko mi è piaciuto davvero molto, anche solo per la molteplice serie di sentimenti che mi ha fatto provare: felicità, tristezza,commozione, rabbia e un incredibile senso di colpa.
Vedere la semplice e libera vita che conducono gli animali confrontata alla rigida e frenetica vita di noi umani mi ha reso un po' triste e, perchè no, un po' invidiosa (in senso buono ovviamente).














Ho inteso questo confronto come un'ennesima critica alla nostra società moderna... è  possibile che questo nostro continuo progresso e avanzamento verso le nuove tecnologie ci stia portando solo del bene?
Io ritengo che sia sbagliato pensare che più si progredisce e più la nostra vita migliora.
Secondo me questo nostro consumismo ci porterà ben presto allo sfacelo.


Siamo prigionieri di ciò che abbiamo creato, non possiamo in alcun modo ritenerci liberi, come potremmo?
Basti pensare solo al fatto che basta dimenticarsi il cellulare a casa o non avere internet per essere tagliati completamente fuori dal mondo.
Ci stiamo dimenticando delle passeggiate nei prati (non parchi, prati!), dei pick nik all'aria aperta, delle scampagnate nei boschi, non osserviamo più il tramonto nè la natura nè il cielo in tutta la sua bellezza.

Siamo troppo impegnati a stare a testa bassa e a correre sempre a causa dei vari impegni, perchè c'è il lavoro, il treno da prendere, le bollette, la crisi...
E ci basta avere un pc funzionante e una connessione internet decente per stare in pace col mondo.
Non sto criticando voi, mi ci metto anch'io in tutto questo.
Non dico di fermare il nostro progresso, anche perchè ormai sarebbe impossibile, ma di soffermarsi ogni tanto a guardare il cielo, o i fiori, o le verdi colline, sdraiarsi su di un prato al sole e restare lì ad osservare le nuvole.
Prendiamoci ogni tanto una pausa da tutto e lasciamo a casa telefono, internet e TV, perchè sono certa che il contatto con la natura ci è fondamentale anche se non lo crediamo.
Ci sentiremo, allora, come se avessimo ritrovato una parte di noi che credevamo perduta e invito tutti, bambini, ragazzi ed adulti, a rispettare la natura e tutti i suoi animali, perchè non dobbiamo cercare di prevalere gli uni sugli altri (intesi come specie diverse), ma dobbiamo cercare di preservare una convivenza il più pacifica possibile, nel rispetto di tutti, perchè, sono certa, un giorno questa nostra tanto amata (ma trascurata)  natura ci mancherà.

Chu <3











venerdì 12 aprile 2013

Recensione: La mia Maetel.

La mia Maetel (Me-teru no kimochi) è un manga composto da 3 volumi.
L'autore è il famoso Hiroya Oku (vi dice niente Gantz?) che ha realizzato questa miniserie tra il 2006 e il 2007 (in Italia OVVIAMENTE è arrivato nel 2012).



Devo dire che, leggendo in giro, ho scoperto che questo manga è molto odiato dalle persone che lo hanno letto,affermando di essersi addirittura sentite tradite, principalmente per due motivi:
1-L'autore.
Trattandosi di Oku, la gente si aspettava chissà quale capolavoro.
Tuttavia mi chiedo come si possa pensare una cosa del genere quando siamo benissimo al corrente che l'opera è composta da soli 3 volumi.
Per lo più potrà essere una storia carina, ma mai un vero e proprio CAPOLAVORO.
Voglio dire, in 3 volumi non hai nemmeno il tempo di affezionarti più di tanto ai personaggi...

2- Il tema Hikikomori.
Prima di avventurarvi in questa storia dovete avere presente che cos'è un hikikomori:
Il termine significa "isolarsi", "stare chiusi" e la società giapponese indica così quelle persone (per lo più uomini con età media di 30 anni) che rifiutano il mondo esterno chiudendosi in casa o, addirittura, nella propria camera, senza uscirne più.
Sono praticamente visti come scarti della società, dato che sono mantenuti in tutto e per tutti dai genitori, senza dare un proprio contributo.
Quando vengono a mancare i genitori, e quindi i soldi, gli hikikomori devono prendere una decisione:
superare la paura del mondo esterno e trovarsi un lavoro o lasciarsi morire di fame (EH SI!).
Solitamente i giapponesi iniziano a diventare hikikomori nell'età adolescenziale a causa di un trauma (atti di bullismo,incapacità di relazionarsi con gli altri, odio verso la società,...)
Lo status hikikomori è stato riconosciuto dal Ministero della Salute giapponese  e si stimano 700.000 persone che hanno questi problemi.

 
TRAMA
Il protagonista è Shintaro Koizumi, un hikikomori di trent'anni rinchiuso nella sua stanza da ben quindici anni.
Il padre Asujiro, un uomo buono e onesto, tenta in tutti i modi di far superare al figlio il lutto della madre , ma inutilmente.
Tra i due non c'è un bel rapporto: nonostante  Asujiro sia gentile e sottomesso, il figlio Shintaro è scontroso, egoista e incolpa il padre del suo stato di hikikomori.
Durante il solito litigio, tra i due nasce una scommessa:
se il vecchio e pelato padre cinquantasettenne riuscirà a trovarsi una fidanzata, il figlio si convincerà che c'è speranza anche per la sua vita e uscirà dalla sua stanza.
Quello che Shintaro non sa, è che suo padre ha già una fidanzata: una giovane collega di lavoro,Haruka Yoshinaga, la quale ha poco più di venti anni!


Quando ho letto la minitrama sul retro del manga mi sono subito incuriosita e l'ho comprato.
Nonostante tutte le critiche che ha ricevuto, a me è piaciuto.
è una di quelle storie di cui deve assolutamente scoprirne il finale!
Tuttavia il terzo ( e ultimo) numero mi ha lasciata molto perplessa, ma voglio ugualmente difendere questo manga che, poi, così brutto non è.

Innanzi tutto i disegni.
il tratto è molto delicato e molto bello da vedere.
I volti dei personaggi sono molto espressivi e in alcune scene ti sembra proprio di essere lì e di sentire tutte le emozioni che provano i personaggi.

Non dev'essere stato facile creare una storia che come
ambientazione ha unicamente l'interno di una casa.
E il risultato, da questo punto di vista, mi pare ottimo.

Se vi siete convinti a comprarlo o non volete spoiler, fermatevi qui con la lettura.
Se, invece, siete curiosi di sapere come va a finire proseguite a leggere xD







Asujiro e Aruka si sposano, ma durante la luna di miele il padre di Shintaro muore.
Aruka si ritrova così ad essere la matrigna di Shintaro e a vivere nella stessa casa.
Sentendosi ormai come una madre per lui e avendo amato molto Asujiro, Aruka decide di ignorare i consigli degli amici che dicevano di affidare Shintaro ad un esperto, e decide di aiutarlo con le sue sole forze.
Per i due inizia un perscorso molto difficile, dove anche la cosa più semplice sembra ardua e sofferta, ignorando come si evolverà ogni volta la situazione.

 Aruka riuscirà in seguito ad aiutare Shintaro con notevoli risultati, aiutata anche dal fatto che lui si innamorerà poi di lei  ( ma và...).
Tutto questo fino al secondo numero.
Arrivata al terzo non sapevo più cosa pensare...
Ero ansiosa di scoprire il finale, che non è stato poi tanto male, ma sono rimasta perplessa a come si arriva al finale!
Tuttavia se conoscete anche solo di fama il mangaka Oku dovreste immaginare che piega prenderà la storia (vi dò un aiuto: TETTE!).

In conclusione, come ho già detto, questa piccola storia non è certo un capolavoro, ma fa riflettere su molte cose.
In primis che bisogna sempre aiutare chi ha bisogno e se si ama una persona si deve far di tutto per aiutarla e renderla felice.
è presente il tema del grande amore del genitore nei confronti dei propri figli e, ovviamente, fa riflettere sulla situazione dell'hikikomori, un problema da non sottovalutare anche, a mio parere, non solo nella società giapponese, ma anche nella nostra.
Quanti bambini o adolescenti oggi vediamo giocare nei parchi?
Sicuramente molto meno di prima.
Essi, oggigiorno, tendono sempre più a rinchiudersi in casa... Sarà per le nuove tecnologie e il fatto che esiste facebook?
Sarà perchè è più comodo tenere il figlio in casa piuttosto che portarlo ai giardini per farlo giocare?
Chissà.

Non mi sento di consigliarvi questo manga, ma se siete curiosi di sapere cosa fa nella sua camera un hikikomori e volete leggere una storia un po' "fuori dai canoni" allora prendetelo.
In fin dei conti, sono tre volumi ^-^

Per finire, vi lascio con questo breve video sul classico hikikomori di Jonathan The Harris.

Chu <3